Anche i cartografi antichi, autori di carte regionali e di carte del mondo (mappae mundi), dovettero tener conto del fatto che
la Terra è una sfera. I Greci derivarono dai Babilonesi l'idea di dividere il cerchio in 360 gradi. Nel II secolo a.C.
il geografo greco
Eratostene (~ 274-194 a.C.) fu il primo a calcolare la lunghezza della circonferenza terrestre.
Sulla Terra i principali punti di riferimento sono i poli, situati alle estremità dell'asse terrestre e la circonferenza
massima ad esso perpendicolare, l'Equatore (Fig. 4).

Fig. 4 l'Equatore
Le circonferenze parallele all'Equatore, di lunghezza progressivamente minore andando verso i poli, prendono il nome di paralleli
ed ognuno di questi si trova ad una latitudine che cresce dall'Equatore verso il Polo Nord (da 0° a 90° di latitudine
Nord) e verso il Polo Sud (da 0° a 90° di latitudine Sud). L'insieme di semicirconferenze (360) che uniscono i due poli
tagliando i paralleli ad angolo retto prendono il nome di meridiani e la loro posizione rispetto a quello fondamentale permette
la misura della longitudine, che va da 0° a 180° est e da 0° a 180° ovest.
Nel 1884, nel corso di una conferenza internazionale tenutasi a Washington, si scelse come meridiano fondamentale o meridiano
zero quello passante per l'osservatorio di Greenwich (Londra) (Fig.6).

Fig. 6 Meridiani e Paralleli
Mentre sin dai tempi antichi è stato possibile determinare la latitudine misurando l'altezza del Sole sull'orizzonte o
(nell'emisfero boreale) della Stella Polare di notte, determinazioni esatte della longitudine non furono possibili sino alla
metà del Settecento, quando fu inventato il cronometro e si poté disporre di tavole astronomiche più
esatte.