Le carte topografiche sono divise in due parti: la carta vera e propria chiusa in una cornice ed una serie di informazioni intorno. In alto c'è il nome e il numero che distinguono la carta, sotto si trovano la scala con delle scale grafiche che danno la misura in scala di un Km (a volte anche in miglia terrestri e marine). Altro dato importante presente sul bordo è la data di edizione e quella dell'ultima revisione. Questo dato permette di valutare l'attendibilità delle informazioni presenti sulla carta. Ad esempio, andando per un sentiero con la carta in mano si incontra un fiume ben disegnato sulla mappa, il ponte disegnato sulla carta non c'è più, in questo caso il primo pensiero è di aver smarrito la strada e che si è finiti a monte o a valle del ponte. Prima di partire alla ricerca spasmodica del ponte è bene controllare la data dell'ultimo aggiornamento della carta. Se la carta è molto vecchia (il 25.000 I.G.M.I. di Castrocaro ha più di sessant'anni) può darsi che il ponte segnato non esista più. E' probabile che sotto i rovi, lì intorno, si trovino le macerie del vecchio ponte. Nelle carte sono presenti dei riquadri dedicati alle coperture aeree (Fig. 20) e sono segnate le direzioni di volo dell'aereo che ha fotografato la zona.

Fig. 20
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a - FORLÌ b - CASTROCARO TERME E TERRA DEL SOLE c - PREDAPPIO
Fig. 21
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Grazie a queste foto si sarà aggiornata la carta e si troverà la data di tale aggiornamento. Le foto aeree hanno e avranno in futuro una importanza sempre crescente tant'è che oggi esistono delle carte non più disegnate ma fotografate (ortofotocarte). Un' altra indicazione presente sono i limiti Amministrativi (Fig. 21) In questo piccolo riquadro sono scritti i nomi dei comuni e segnati i loro perimetri così da avere con un colpo d'occhio l'indicazione del Comune in cui ricade un punto. Sulla carta saranno riportati, ulteriormente, i confini comunali, provinciali, regionali e nazionali. Altri riquadri indicano le carte confinanti alla stessa scala o a scale inferiori (Fig. 22 e 23).

Fig. 22
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Fig. 23
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Oltre a tutte queste informazioni ed ad altre che descriveremo oltre, a margine della carta si ritrova un "sistema di segni convenzionali". Abbiamo già detto che la rappresentazione ortografica avviene usando dei simboli. Ad un segno convenzionale sulla carta corrisponde un "fatto" naturale o antropico in natura. I segni convenzionali sono raggruppati per insieme: le strade, gli edifici, la vegetazione, ecc. (Fig. 24, 25, 26)..
L'elenco è molto ricco, per esempio, si distingue fra diversi tipi di culture, fra boschi cedui e boschi a conifere e fra boschi fitti e radi. Distinguere i diversi segni può risultare, in un primo tempo, un po' difficile, ma basterà addestrarsi un poco. E' facile, per esempio, confondere un sentiero con una linea elettrica, questo è un errore abituale, ma basta ricordare che un sentiero non sarà mai così lineare come un cavo di alta tensione. Una ferrovia sarà sempre più diritta di una mulattiera ecc. Nelle carte a colori tutte le opere antropiche (costruite dall'uomo) sono di colore nero, tranne le strade che sono tinte in arancione (per evidenziarle meglio). I simboli idrografici: fiumi, laghi, sorgenti, pozzi, ecc., sono colorati in azzurro, mentre la vegetazione è di colore vende.